Le imprese italiane

Milano – In Vietnam con Sace

Quali sono stati gli effetti della ratifica dell’Accordo di libero scambio tra UE e Vietnam e quale l’impatto sull’export italiano? Quali sono le opportunità commerciali offerte da Hanoi e i principali prodotti Made in Italy richiesti dal Paese? Di questo si è parlato nel 5° appuntamento di “Imprese e mercati: opportunità e sfide per il Made in Italy”, nel corso del quale esperti SACE, ISPI e Assolombarda, hanno illustrato i rischi e le opportunità di business che il Vietnam offre alle imprese italiane, nonché il supporto che il Sistema Paese potrà loro offrire nell’approcciare tale mercato. L’appuntamento si è tenuto nella Sala Falck, in Assolombarda (Via Chiaravalle 8) a Milano. Forte di un contesto politico stabile e, grazie ai cospicui flussi di investimento esteri diretti, del ruolo di hub manifatturiero nella regione asiatica, il Vietnam gode ad oggi di una robusta crescita economica della quale le nostre vendite nell’area potranno beneficiare. Per le esportazioni italiane, aumentate in media del 13% l’anno nel 2020-21 e pari ad un valore di 1,4 miliardi nel 2022, si stima infatti un ulteriore rialzo dell’8,1% nel 2023 e del 6,5% per l’anno successivo. Già 11° mercato di destinazione del nostro export in Asia-Pacifico, il Vietnam offre pertanto molteplici opportunità al Made in Italy, in particolare in alcuni segmenti specifici quali quello del comparto delle macchine per il packaging, dove il nostro Paese si classifica come secondo fornitore di Hanoi dietro la Cina. Dopo gli interventi introduttivi di Chiara Fanali (Assolombarda) e Luca Passariello (Sace), e i saluti istituzionali di Marco della Seta, Ambasciatore italiano in Vietnam, che ha illustrato “Il supporto del Sistema Italia in Vietnam”, i lavori entreranno nel vivo con “Lo scenario geopolitico del Vietnam” a cura di Paola Morselli (Research Assistant, Osservatorio Asia) e “Lo scenario economico vietnamita tra rischi e opportunità” di Claudio Cesaroni (Economista, Ufficio Studi, SACE). Ha moderato i lavori Filippo Fasulo (Co-Head, Osservatorio Geoeconomia, ISPI).