210° Annuale Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

In occasione del 210° Annuale Fondazione dell’Arma dei Carabinieri del 5 giugno 2024

Intervento del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Teo LUZI

Signor Presidente della Repubblica, Le esprimo profonda riconoscenza per la Sua presenza, motivo di orgoglio e di autentica gratificazione per tutti i Carabinieri e testimonia, ancora una volta, il Suo sostegno al nostro lavoro al servizio del Paese.   Rivolgo un deferente pensiero alla Bandiera di guerra dell’Arma, qui schierata, custode della storia, delle tradizioni e dei valori dei Carabinieri. Per il tricolore anche tanti militari hanno donato la vita, nel tempo e in ogni luogo, per rendere l’Italia unita, libera e democratica. Ai Caduti porgo il più commosso pensiero. Tra tutti, la memoria va ai Carabinieri, Medaglia d’Oro al Valor Militare, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, dei quali quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario dell’eccidio, avvenuto a Fiesole il 12 agosto 1944, quando immolarono eroicamente la vita, dinanzi a un plotone di esecuzione nazista. I tre carabinieri, poco più che ventenni, in servizio presso la locale Stazione, seppur liberi e al sicuro, alla notizia che se non si fossero consegnati, dieci concittadini fiesolani sarebbero stati fucilati, non esitarono a costituirsi, consapevoli di andare incontro a morte certa. Più recentemente ricordo il Mar. Francesco Pastore e il Car. Francesco Ferraro, entrambi giovanissimi, tragicamente deceduti lo scorso 6 aprile in Provincia di Salerno, travolti da un pirata della strada, mentre svolgevano un servizio notturno per la sicurezza della comunità. Analogo destino è toccato ad altri tre coetanei della Guardia di Finanza, deceduti pochi giorni fa in Provincia di Sondrio, nel mentre svolgevano attività addestrativa di soccorso in alta montagna. Ai loro familiari va la nostra sincera vicinanza. Esprimo speciale gratitudine al Presidente del Senato, al Presidente della Camera dei Deputati e al Presidente della Corte costituzionale.  La Vostra autorevole partecipazione ci gratifica e ci ricorda come l’impegno dell’Arma abbia sempre a riferimento i valori della Carta fondamentale della Repubblica. Ringrazio la Presidente del Consiglio dei Ministri per essere qui con noi e per le parole di stimolo e apprezzamento che costantemente rivolge alle donne e agli uomini dell’Arma. Con riconoscenza, mi rivolgo ai Ministri della Difesa e dell’Interno, per la sensibilità con cui indirizzano quotidianamente le nostre attività, nella duplice funzione di Forza Armata e Forza di Polizia a competenza generale. Il mio benvenuto al Direttore Generale della FAO, agli altri Ministri, ai Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, del COPASIR, della Commissione antimafia, delle altre Commissioni parlamentari nonché agli altri Senatori e Deputati. Ringrazio i Vertici e le delegazioni delle Forze di sicurezza di Paesi amici e alleati, giunti anche da altri continenti, per essere qui con noi e per aver concesso lo schieramento di proprio personale, qui innanzi a noi. La loro presenza testimonia la qualità delle relazioni internazionali intessute dall’Istituzione. Un saluto speciale a Sua Eccellenza lo Sceicco Khalifa Bin Hamad Al-THANI, Ministro dell’Interno e Comandante della Lekhwiya del Quatar, forza di sicurezza a vocazione territoriale, costituita con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri. Do il benvenuto agli Ambasciatori in Italia, alle altre Autorità di Governo, ai rappresentanti della Magistratura, ai direttori del Dipartimento e delle Agenzie di informazione e sicurezza e a tutti gli esponenti delle Istituzioni civili, militari e religiose. Un ringraziamento al Capo di Stato Maggiore della Difesa sempre attento ad ogni evenienza dell’Arma e che ringrazio per avere recentemente deciso l’accesso del 1° Reggimento paracadutisti “Tuscania”, nel Comando Forze Speciali della Difesa. Saluto i Capi di Stato Maggiore dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, il Segretario Generale della Difesa e il Comandante Operativo di Vertice Interforze, sempre pronti a sostenere l’impegno dell’Arma. In particolare ringrazio i Vertici dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, per aver schierato proprio personale quale segno di un autentico, moderno spirito interforze al servizio dell’Italia. Esprimo riconoscenza al Capo della Polizia, al Comandante Generale della Guardia di Finanza e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, con i quali condivido l’onere di garantire la sicurezza dei nostri concittadini. Il pensiero più grato va ai Comandanti Generali che mi hanno preceduto e ai rappresentanti del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali, dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma e delle altre Associazioni combattentistiche che si fanno carico di coltivare la memoria e i valori militari nella società italiana. Saluto le Associazioni professionali a carattere sindacale militare, pienamente operative dallo scorso mese di aprile. Abbraccio idealmente tutti gli amici e sostenitori dell’Arma qui presenti e quelli che ci stanno seguendo in diretta streaming. Viviamo un momento storico di rapidi e profondi cambiamenti sociali, caratterizzato dal riaffiorare di fratture geopolitiche a livello globale, di cui gli eventi bellici in corso alle porte dell’Europa, ne sono solo la parte più evidente. Il mondo sta velocemente cambiando! L’Arma, al pari di altre Istituzioni, è chiamata ad affrontare nuove sfide, che richiedono modernità e aggiornata professionalità. Lo fa sostenuta da una tradizione di 210 anni. Le Regie Patenti del 13 luglio 1814 – il nostro certificato di nascita – sanciscono il paradigma dell’identità dell’Istituzione e descrivono i Carabinieri Reali come un Corpo di militari “per buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di “contribuire alla difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza” in tempo di pace nonché di “contribuire alla maggiore felicità dello Stato”. La felicità – spesso dimenticata nella frenesia della vita moderna – è una condizione di straordinario valore, ancor più quando lo Stato la prefigura come diritto per i propri cittadini. Un’ Istituzione salda, che ha attraversato la Storia d’Italia, nel succedersi delle forme di Stato e di Governo, restando fermamente ancorata alla Patria e agli italiani e, per questo, guadagnando il suo motto distintivo: “nei secoli fedele”. Un’Istituzione in prima linea a tutela dell’ordine pubblico, contro la pervasività della criminalità predatoria, contro le aggressioni delle mafie e della corruzione, contro la violenza del terrorismo internazionale. I risultati operativi sono sotto gli occhi di tutti. In coordinamento con le altre Forze di Polizia, oggi l’Arma è chiamata a confrontarsi quotidianamente anche con una nuova, moderna domanda di sicurezza. Più di ieri, la sicurezza non si esprime solo con l’attività di prevenzione e repressione dei reati. Ma è promozione e pari opportunità per una cittadinanza piena. La sicurezza – come più volte sottolineato dal Ministro PIANTEDOSI – è, prima di tutto, un’aspettativa: l’aspirazione di ogni cittadino a godere (cito le parole testuali) “di uno spazio tranquillo entro il quale […] esercitare i propri diritti politici, civili, sociali ed economici”. L’Arma è parte garante di questo spazio: perché ogni cittadino sa che ovunque ci sia l’insegna “Carabinieri”, lì troverà il volto dello Stato che accoglie, ascolta, soccorre e protegge. Una vocazione di vicinanza agli italiani garantita dalla capillarità organizzativa che trova la sua massima espressione nelle oltre 4.500 Stazioni, chiamate a condividere la vita delle comunità con autorevolezza e umanità. Per svolgere un’insostituibile funzione di rassicurazione sociale, accanto ai Sindaci, punti altrettanto preziosi per la collettività. Il Ministro CROSETTO, nel Suo primo saluto al Comando Generale ha detto che, nell’immaginario degli italiani, il Carabiniere (cito le parole testuali) “è un pezzo di famiglia: quando hai bisogno di fidarti, ti rivolgi a lui”. Un concetto di “buon vicinato” che sintetizza efficacemente il patrimonio più prezioso dell’Arma: vivere tra la gente e agire per la gente. L’immagine dello Stato amico che interviene nel bisogno. Alcune volte con la semplicità di un gesto di comprensione. Quel gesto che, solo dall’inizio dell’anno, ha salvato da situazioni di grave pericolo oltre 1.300 persone (è un dato poco noto, ma di straordinario significato). La Medaglia d’Oro al Valor Civile, che a breve verrà tributata alla Bandiera proprio per l’operato delle Stazioni, testimonia questo autentico spirito di servizio. Un radicamento al territorio che oggi guarda con particolare attenzione alle nuove fragilità collettive, individuali e territoriali, per la promozione del bene comune. Con un’attenzione particolare ai giovani, vera speranza per il futuro, e alla popolazione anziana, sempre più numerosa e fragile di fronte alle insidie della modernità (consentitemi di rivolgere un abbraccio ideale a …… e ……., entrambi ultracentenari, presenti sul  palco, in rappresentanza dei carabinieri più anziani e, simbolicamente, di tutti gli anziani d’Italia). Nei confronti dei giovani, contribuiamo a diffondere la cultura della legalità, convinti che non basta intervenire per assicurare alla Giustizia i responsabili di condotte devianti. Investire nei giovani è investire nel futuro. Con questa consapevolezza collaboriamo con tutte le istituzioni preposte, pubbliche e private, per far capire ai ragazzi che chi veste un’uniforme lavora per loro, non contro loro. Per far capire la differenza tra il bene e il male (i ragazzi spesso ne hanno una visione distorta, anche a causa di insidiosi messaggi dei social). Per i nostri anziani, che spesso vivono in condizione di solitudine[1], si generano nuove vulnerabilità. Abbiamo quindi avvertito l’esigenza di avviare, con urgenza e in sinergia con le altre Forze di Polizia, moderni progetti di sicurezza in loro favore, perché troppo spesso vittime di reati che causano gravi e irreversibili traumi psicologici (uno tra tutti, le odiose truffe agli anziani che sono divenute una vera e propria piaga criminale). Il controllo del territorio si è evoluto nel tempo con l’ausilio di tecnologie e oggi è declinato anche nel web. C’è una sicurezza da migliorare mediante la tecnologia e una sicurezza da preservare nonostante la tecnologia. Per questo, l’impegno dell’Arma è rivolto anche allo spazio virtuale, sempre più d’interesse della criminalità. L’Arma, nel rispetto delle attività di alta specializzazione di competenza della Polizia di Stato, ha saputo raccogliere per tempo questa sfida, sviluppando spiccate capacità nei settori della cyber defence e della cyber investigation, con l’utilizzo di tecnologie avanzate tra cui nuove forme di intelligenza artificiale. L’Arma costituisce anche uno strumento operativo a disposizione della politica estera dell’Italia, traguardando, ovunque nel mondo, interessi nazionali e valori universali. Attualmente, circa 1.000 Carabinieri sono impiegati fuori area, in oltre 120 paesi, con particolare riferimento all’Africa, per la tutela avanzata degli interessi italiani. Questo per proteggere le nostre sedi diplomatiche, per concorrere in sinergia con le Forze Armate alla pacificazione di Paesi travagliati da conflitti, per collaborare con Forze di polizia di paesi amici. All’estero promuoviamo un modello di polizia al quale la comunità internazionale guarda con sempre maggior interesse. L’Arma è anche interprete di un concetto di sicurezza che, superati i limiti della difesa fisica e della proprietà, si è arricchito di nuove sensibilità, orientate al miglioramento della qualità della vita. Lo fa col personale dei comparti di specialità preposti alla tutela del patrimonio culturale, dell’ambiente, del lavoro, della sanità e dell’euro. Tra questi – con una forza di circa 7.000 carabinieri forestali che, per capacità e struttura, non ha eguali nel mondo – dedichiamo straordinaria attenzione alla cruciale filiera agroalimentare e al tema ambientale, quest’ultimo riconosciuto tra i valori di rilevanza costituzionale, “nell’interesse delle future generazioni”. Con la responsabilità di vivere pienamente il presente, l’Arma è protesa verso il futuro. In un’epoca caratterizzata da incertezza, abbracciare il futuro è una sfida che richiede coraggio e determinazione. Ma anche profonda fiducia nelle proprie capacità e in questo l’Arma trova la forza nella propria storia ultracentenaria. Significa accompagnare il mondo che cambia velocemente e cogliere, senza timore, le opportunità che si presentano lungo la via. Significa guardare avanti con speranza e ottimismo. Ma anche con generosità e dedizione – come sempre – trasmettendo fiducia nei cittadini. Nel giorno della nostra festa, per ultimo, desidero ringraziare di cuore ogni carabiniere per le pregiate energie che dedica ogni giorno all’Italia, con passione e determinazione. A loro e alle loro famiglie rivolgo il più sentito augurio per un futuro ricco di soddisfazioni.

W l’Arma dei Carabinieri! W le Forze Armate! W l’Italia!