Bruno Mossa “Visioni Sarde”

La Plata dei Circoli Sardi
Appuntamento con il nuovo cinema sardo in Argentina, a La Plata. Visioni Sarde con il suo viaggio a più tappe da Bologna a Istanbul, da Vercelli a Tel Aviv, da Roma a Argirocastro, da Bodio a Maracay, da Fiorano Modenese ad Amburgo, da Atene a Oslo, da Erlangen fino a La Plata. La rassegna, realizzata dalla Cineteca di Bologna con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, rimane in tal modo fedele alla sua missione iniziale: raccontare la Sardegna in tutto il mondo attraverso il cinema. Da anni, del resto, questo festival si pone come una delle manifestazioni più focalizzate alla scoperta e al lancio di giovani autori sardi, a cui offre la preziosa opportunità di raggiungere una platea più ampia in un contesto internazionale. Il Circolo dei sardi di La Plata, Argentina, nella consapevolezza che anche il cinema costituisca un’importante occasione di dialogo tra le culture dei due popoli ha subito inserito Visioni Sarde nella programmazione delle sue attività per il 2022. L’Associazione “Antonio Segni” presieduta dalla giovane dottoressa Maria Victoria Llantada Signorini è, peraltro, in Argentina una realtà efficiente e molto attiva da ben 34 anni. La Regione Autonoma della Sardegna gli ha ufficialmente riconosciuto un ruolo di rappresentanza che l’impegna a essere un punto di riferimento per tutti i sardi che vivono a La Plata. Questa missione ha assunto contorni rilevanti nel tempo non solo per l’attenzione rivolta ai corregionali ma anche per le numerose iniziative rivolte alle problematiche della società in cui opera. In linea con l’obiettivo di diffondere la cultura sarda, durante tutto l’anno organizza incontri culturali, dibattiti e conferenze riguardanti molteplici temi: la letteratura, l’archeologia, il turismo, la geografia, la salute e la cucina. Ogni anno il Circolo pubblica la rivista “La Voce Sarda” affrontando questioni gastronomiche, turistiche e culturali. Tra le tante iniziative si distinguono gli annuali corsi di italiano, la stipula con il circolo Sardo di Biella di un “gemellaggio tra nuraghes” e la mostra genealogica “L’Album della nostalgia” che si ripete al Circolo dal 1992 per raccontare la storia degli antenati sardi attraverso i documenti fotografici forniti dagli stessi soci. Il Circolo “Antonio Segni” è stato, infine, dichiarato “La Prima Casa Sardegna”, per aver costruito, primo Circolo Sardo nel Mondo, un nuraghe presso “Piazza Isola di Sardegna” nel “Parque Alberti” di La Plata. Con l’applicazione Google meet potranno partecipare alla visione, oltre ai soci del circolo, anche rappresentanti, soci e alunni del corso di lingua italiana del Circolo Sardo “Domus Sardinia” di Neuquén e Patagonia Argentina. Con l’organizzazione della dinamica presidente Maria Victoria Llantada Signorini, saranno proiettati gli otto cortometraggi costituenti la rassegna. Tutti sono contrassegnati da un elevato livello tecnico e narrativo. Eccoli: “Margherita” di Alice Murgia (Margherita ha 16 anni e passa l’estate dalla nonna in Sardegna. Da tempo ha una cotta per il bagnino. Finalmente ricambiata, si renderà conto che il sesso non è come si aspettava); “Il volo di Aquilino” di Davide Melis (Il vecchio scrittore Aquilino Cannas dalla sua terrazza guarda il Golfo di Cagliari. Parla con un fenicottero e gli racconta com’era bella Cagliari); “L’uomo del mercato” di Paola Cireddu (Mario, ogni giorno, a piedi raccoglie a piedi le cassette del Mercato Ortofrutticolo per rivenderle a pochi centesimi. Durante questa sua “Via Crucis” quotidiana, sogna ad occhi aperti un’apixedda usata); “Il Pasquino” di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo (Un incredibile viaggio in stop motion e animazione digitale tra le pagine della celebre rivista satirica italiana); “Marina, Marina!” Di Sergio Scavio (In un solo giorno, dalla mattina alla sera, nasce e matura il primo difficile amore tra due giovani compagni di classe, tra litigi e serenate); “Di notte c’erano le stelle” di Naked Panda (Nonno Bruno e suo nipote Lorenzo vivono in un futuro distopico in cui la terra è inquinata e colpita da una perdurante siccità); “L’ultima habanera” di Carlo Costantino Licheri (Nella sede di una radio cagliaritana all’interno di un rifugio antiarereo le vicende sentimentali di Ciccio e Bruna creano scompiglio durante la trasmissione dell’annuncio della fine della guerra); e “Un piano perfetto” di Roberto Achenza (Due amici squattrinati e senza speranze, pur di dare una scossa alla loro vita, si improvvisano ladri e tentano una rapina in un bar. Ma nulla va come dovrebbe).